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Quando ho deciso di intraprendere il Cammino di Santiago, sapevo di dover dedicare un’attenzione particolare alle scarpe da utilizzare. Mi sono per questo rivolta direttamente ad un negozio sportivo di fiducia, dove tra i commessi c’è un signore con esperienza trentennale di trekking in giro per il mondo. Mi ha fatto provare diversi modelli e marche, ma le uniche che mi hanno convinto sono state le Mojito, marchio Scarpa.

La Scarpa è un noto marchio italiano, apprezzato per la varietà di prodotti proposti e soprattutto per la qualità di questi.

Dettagli prodotto:
Tipo di utilizzo:Outdoor, trekking leggero, viaggi, città.
Puntale: tondo
Chiusura: lacci fino alla dita
Extra: linguetta sul tallone, Tallone rinforzato, Punta rinforzata
Suola: abrasiva, antiscivolo, flessibile, suola profilata
Suola interna: Rimovibile, perforata, sagomata, imbottita
Colore: qualsiasi tonalità vi venga in mente.
Costo: attorno ai 120,00 euro.

La sua particolarità, ed è uno dei motivi che mi ha condotta alla sua scelta, è il fatto di avere i lacci fino alle dita dei piedi. Avendo personalmente dei plantari ortopedici particolari e le dita leggermente “a martello” , la prerogativa della scarpa giusta per me è la comodità nella parte distale del piede. La Scarpa offre la possibilità di regolare le stringhe a piacimento, tenendole più morbide o tirate in base alla necessità e non “chiudendo” le dita dei piedi in uno spazio limitato e stretto, come capita invece con la maggior parte delle calzature.

Il fatto di avere la suola interna removibile è un altro punto a favore, che permette di sostituirla in caso di necessità con solette in gel o plantari ortopedici; la pianta inoltre è larga abbastanza per permetterne l’ingresso agevolmente.
La suola esterna è molto più dura rispetto ad altre scarpe che vengono proposte per il trekking. Questo cambia il tipo di ammortizzazione sul terreno, ma la rende meno usurabile e più resistente all’abrasione contro asfalto e sassi.

La linguetta esterna può essere un valido aiuto nell’ indossarla, visto che nessuno credi si porti un calzascarpe nello zaino!
Provando la scarpa in negozio e muovendo i primi passi, mi ha dato l’idea di sicurezza ed equilibrio. Il piede stava ben comodo ma allo stesso tempo non aveva spazio per muoversi troppo (una scarpa troppo larga o male allacciata è tra le cause di distorsioni alle caviglie e ginocchia).

Dopo averle rodate a casa, con camminate su diverse pendenze e terreni (di cui vi parlerò in altri post), le ho usate per il Cammino di Santiago. Fatta la premessa che le ho alternate con una scarpa da Running (del perché avevo due paia di scarpe ve ne parlerò in futuro), sono state fantastiche. Il piede non era mai esageratamente sudato o caldo, pur avendo camminato anche con 35 gradi, l’ aderenza al terreno perfetta, mai rischiato di scivolare sui sassi o simili, e non si sono rovinate. La suola infatti è ancora praticamente perfetta, infatti le sto usando tutt’ora a casa, mentre altri miei compagni pellegrini hanno dovuto buttare via le loro scarpe, una volta arrivati a Santiago.

Per quanto riguarda le vesciche, ne ho avuto 6/7 minuscole e non infette in 35 giorni di cammino: la scarpa supera a pieni voti anche questa prova.
Inoltre, e cosa fondamentale, non ho avuto dolori di nessun genere a caviglie, ginocchia, piedi, non ho avuto tendiniti né altre infiammazioni. Uno potrebbe pensare che ciò non interessa la calzatura …. e invece sì!

Tutto nel nostro corpo è collegato, e se per caso la calzatura è scomoda o non adatta, provoca scompensi non indifferenti. Ecco perché è lo strumento più importante, per cui non si deve guardare il prezzo o la moda, ma la qualità e comodità!

Esperienza diretta: ottima!
Unico neo: l’acqua. Nel mio cammino ho trovato fortunatamente solo un’ ora di pioggia battente, ma posso dirvi che avevo i piedi a mollo. Infatti credo di non averle strette ben bene di lato, e ciò ha portato l’ingresso dell’ acqua. Per cui occhio a questa cosa! Il marchio garantisce una resistenza di 4 ore circa di pioggia, non di più. Per cui se doveste affrontare il cammino di Santiago in periodi piovosi, o qualsiasi altro trekking con queste condizioni climatiche, non è la calzatura più indicata.

Questa ovviamente resta la mia recensione in base alla mia esperienza. Non è detto che per tutti vadano bene. Ognuno ha il suo piede, la sua calzata e le sue necessità. Spero solo di avervi dato un marchio in più da provare e qualche dritta su cosa guardare in una calzatura sportiva.

Photo credits: Mojito

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